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8 Dicembre 2011 - 5 Febbraio 2012

La Vedova Scaltra
di Carlo Goldoni

 

E‘ una messinscena particolare per toni ed atmosfere, quella diretta da Franco Venturini, tutta giocata sul ruolo centrale di Rosaura, protagonista assoluta di una storia in cui la femminilità si trasforma in forza manipolatrice di destini e desideri ma- schili. La bella e scaltra vedova sa di piacere, e per questo può scegliere tra i suoi quattro spasimanti quello che, più degnamente, potrà restare al suo fianco. Le sue affilate armi sono la seduzione ed il tranello: mica male per un’eroina di trecento anni fa, no? Intorno a lei ed al suo gioco ammaliatore c’è quello delle altre furbe donne che l’accompagnano: co- me Marionette, la fidata cameriera, impegnata ad istruire Eleonora, l’impacciata sorella di Rosaura, alle migliori strategie amorose.

Tra decolté rinvigoriti da gustose mele rosse e caramellose lezioni di seduzione, ecco spuntare l’Arlecchino poco manierato di Franco Venturini, una maschera impacciata e divertentissima di clownesca memoria. Messaggero di amorose ambasciate, ha l’aria un po’ tonta e frastornata di certe macchiette del nostro avanspettacolo. L’obiettivo del regista e attore Venturini, è restituire al teatro di Goldoni l’impatto diretto sul pubblico, ripristinando quella forza comunicativa che si è andata perdendo in allestimenti troppo eterei ed esangui, che nulla hanno a che vedere con una scena costruita appositamente per divertire il pubblico.

 

Guardando “La Vedova Scaltra”, bisognerebbe sempre ricordare che Goldoni non è stato un pittore di maniera del ‘700 veneziano, ma l’affrescatore di una società vitale e ricca di contraddizioni che si presta perfettamente alla rappresentazione di caratteri veri e marcatamente istintivi nei loro aspetti più appariscenti.

 

 

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