SPECIALE 28, 29, 30 Aprile 2017!

venerdì ore 21:00 - sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

L'Inferno   
dalla "Divina Commedia"         
di Dante Alighieri

 

Ritorna a grande richiesta lo spettacolo più coinvolgente delle ultime stagioni.

I più bei Canti dell'Inferno interpretati da Federica De Vita.

All’Inferno e ritorno: la magistrale interpretazione di Federica De Vita  crea un vero e proprio percorso nell’Opera di Dante, dall’entrata nella selva all’incontro con i peccatori. Letture interpretate e canti recitati avvolgono lo spettatore e lo accompagnano, attraverso i versi più belli del Divino Poeta, in un viaggio emozionante, tra lussuriosi, golosi, eretici, peccator carnali e traditori.

 

“Un ritorno all’umanità dell’Uomo, alle sue passioni veraci, al realismo della sua misera ma altissima condizione, quello che anima tutta la recitazione di Federica De Vita, riuscendo a creare un’atmosfera ovattata e coinvolgente, capace di alternare con razionalità drammaturgia e prosa, interrogazioni e visioni psichiche, tenendo sempre uniti passato e presente, nel tentativo oscuro di dare risposta alla attuale precarietà del vivere quotidiano”.

Claudio Vettraino

 

“Un viaggio nelle viscere dell’Inferno quello in cui ci accompagna Federica De Vita. Non le solite letture di brani scelti, ma un vero e proprio racconto che collega i versi del Divino Poeta e conduce lo spettatore tra ignavi, peccatori carnali, eretici, violenti, traditori e suicidi, facendo da cornice alla magistrale interpretazione di alcuni dei canti più amati dai lettori di Dante. In una scena ridotta all’essenziale, tra giochi di luce e musiche avvolgenti, la bravissima Federica De Vita sa trasformarsi in volteggiante anima per raccontare il dramma d’amore e passione che ha travolto Paolo e Francesca, ma riesce anche a far rivivere con una gestualità eloquente la tragedia dei suicidi tramutati in alberi nudi e contorti, tormentati e insozzati dalle arpie. Appiattita sullo sfondo con le braccia aperte come rami, l’attrice presta il suo corpo al dolore di Pier delle Vigne, il notaio al servizio di Federico II che, accusato ingiustamente di tradimento,si sarebbe tolto la vita, condannandosi alla pena eterna. E che dire della forza coinvolgente del canto del conte Ugolino della Gherardesca, che divora in sempiterno il cranio di colui che fu la causa della sua rovina, in un pasto cannibale per il quale Dante aveva trattto ispirazione dalla tragedia greca attraverso la mediazione del latino Stazio? Rabbia e disperazione, amore per i figli innocenti eppure votati alla più orribile delle morti, quella per fame, sono i sentimenti che agitano la povera anima: sentimenti eterni che giungono dal passato per aiutarci a meglio comprendere il nostro presente e a fare con Dante un itinerario verso la salvezza”.

Annalisa Venditti